Come comunicano i batteri? Ecco il nuovo meccanismo scoperto

 

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I batteri comunicano per mezzo di segnali chimici e possono sviluppare caratteristiche comuni utilizzando questo sistema, tra cui vi è anche la possibilità di sviluppare nuovi effetti patogeni. I primi studi effettuati su questa particolare capacità batterica, risalgono a metà degli anni ’50, quando il microbiologo statunitense Joshua Lederberg, asserì che i batteri erano in grado di trasmettersi i geni capaci di resistere ad un dato principio attivo.

Oggi gli scienziati che lavorano con il dottor Helge B. Bode, professore laureato in biotecnologie molecolari presso l’Università Goethe di Francoforte, e il Dr. Ralf Heermann, dal dipartimento di microbiologia presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco di Baviera, hanno descritto un nuovo sistema di comunicazione finora sconosciuto, che sembra invece ampiamente diffuso tra i microrganismi.

Conoscere le vie di comunicazione batteriche costituisce un elemento chiave per poter sviluppare nuove terapie farmacologiche, capaci non solo di arrestare le infezioni ma anche di debellarle. Se infatti, riuscissimo ad arrestare la comunicazione tra patogeni, i batteri non potrebbero più trasmettersi le nuove proprietà di resistenza. Bode afferma:

“Quando gli agenti patogeni non vengono distrutti dagli antibiotici, come abbiamo visto fino ad oggi, nasce la necessita di arrestare in anticipo la formazione delle proprietà patogene, così da ridurre sostanzialmente il pericolo di sviluppo di resistenze”.

I batteri presentano diverse caratteristiche funzionali e strutturali, perciò hanno anche diversi metodi di comunicazione. Il team guidato da Heermann e Bode è riusciti nell’intento di decodificare il tipo di segnale chimico utilizzato dai batteri per comunicare. Fin ad oggi il meccanismo di comunicazione più noto era quello svolto attraverso il Lattone N-acil omoserina (AHL). L’enzima Luxl produce segnali che sono riconosciuti dal recettore LuxR, e sfruttando questo sistema i batteri si trasmettono le nuove proprietà.

I gruppi di lavoro di Heermann e Bode hanno svolto un indagine sul batterio Photorhabdus asymbiotica, possessore del recettore LuxR ma non dell’enzima Luxl. Questo patogeno è in grado di uccidere gli insetti, e causare infezione della pelle all’uomo. A causa della mancanza dell’enzima, il batterio non potrebbe comunicare, in realtà grazie alla molecola di segnale dialkylresorcinol, riesce lo stesso a riconoscere il recettore LuxR associato.

La scoperta sensazionale è che questo sistema di comunicazione è che viene utilizzato anche da altri patogeni pericolosi per l’uomo. Perciò non sono hanno trovato un modo per fermare Photorhabdus asymbiotica ma hanno anche introdotto un nuovo punto di partenza da cui partire per lo sviluppo di nuovi farmaci e antibiotici.

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