Mimivirus: il primo virus gigante mostrato in 3D utilizzando la luce laser a raggi X

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Per la prima volta nella storia della scienza, un gruppo di ricercatori ha riprodotto la struttura di un virus infettivo in 3D, utilizzando il laser a raggi X del Dipartimento di SLAC presso il National Accelerator Laboratory. Il virus in questione è il Mimivirus, una classe di virus giganti, scoperti circa dieci anni fa.

L’esperimento svolto ha permesso di oltrepassare le frontiere della ricostruzione in 3D delle strutture cellulari di molti tipi di campioni biologici, attraverso istantanee a raggi X. Tomas Ekeberg, biofisico dell’Università di Uppsala in Svezia, nonché capo del progetto, ha commentato entusiasta la propria ricerca: “E’ come un sogno che si avvera”.

Il Mimivirus è un virus dalle dimensioni impressionati, infatti, le sue dimensioni sono migliaia di volte più grandi di quelle dei piccoli virus, ed è stato erroneamente catalogato come batterio fino al 2003. Risulta geneticamente molto complesso, costituito da circa 1.000 geni di notevoli dimensioni. I ricercatori hanno cercato di determinare la struttura interna di questo virus gigante, per poter ottenere informazioni circa le sue caratteristiche.

L’esperimento è stato eseguito spruzzando una aerosol connettenti campioni di mimivirus attivi all’interno di un sottile raggio laser a raggi X, che una volta attraversati dalla luce hanno registrato uno spettro di diffrazione colorato, a seconda della luce assorbita. Ogni immagine catturata tramite questa tecnologia, costituisce una particella virale separata in orientamento casuale, costruendo cosi la rappresentazione interna del virus in 3D.

Secondo i ricercatori questa tecnica potrà permettere un giorno la costruzione di immagini in 3D di estrema nitidezza, capaci di rivelare i dettagli più specifici di ogni specie vivente. La stessa tecnica era stata usata recentemente per studiare le strutture cellulari batteriche, il che è la prova di quanto questo sistema possa essere d’aiuto negli studi di ricerca. Janos Hajdu, professore di biofisica presso Uppsala, ha dichiarato che sono previste nei prossimi mesi nuovi studi basati sull’acquisizione di immagini in 3D, con lo scopo di perfezionare la tecnica e di studiare ogni struttura utile alla scienza.

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